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I luoghi 2019-08-03T11:44:14+00:00

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Monti dai picchi selvaggi, grotte preistoriche e specchi d’acqua incantati, gemme d’arte all’incrocio di popoli e storie. 20 cose da vedere in Basilicata.

Incastonata tra il Tirreno e lo Ionio, la Basilicata sorprende con la sua varietà di paesaggi, ecosistemi e ricchezze storico artistiche riunite in poco più di 10 mila chilometri quadrati. Strade immerse in una pace irreale conducono dai monti al mare, attraverso boschi centenari, colline coperte di ulivi e aranceti, argille modellate dall’acqua in forme che sembrano appartenere ad altri pianeti.

E poi decine di borghi arroccati sulla cima di un colle, ognuno depositario di un tesoro speciale, fino al gioiello dei Sassi di Matera, dove rivivere la magia di una storia millenaria. Ecco la nostra top ten delle cose da vedere in Basilicata.

1. I Sassi di Matera

Lo spettacolo dei Sassi è un’emozione che non si fa raccontare: migliaia di casupole sovrapposte l’una all’altra rapiscono l’occhio e lasciano fluire il respiro del tempo. In un labirinto di viuzze e scalinate, appaiono all’improvviso monasteri scavati nella roccia, chiese rupestri, affreschi bizantini o palazzotti barocchi. Di fronte, le Grotte dell’Altopiano della Murgia, a picco sul canyon del Torrente Gravina.

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2. Volando su un filo, Le Dolomiti Lucane

C’è un cavo sospeso tra la rocca araba di Pietrapertosa e l’incantevole paesino di Castelmezzano, tra i Borghi più belli d’Italia. Scivolare da un estremo all’altro regala un’adrenalina indimenticabile, mentre lo sguardo spazia dalla valle ai picchi selvaggi delle Dolomiti Lucane. Emozioni altrettanto intense si provano attraversando il “ponte nepalese”, sospeso a 35 metri sul Torrente Caperrino. Al punto di partenza e di arrivo due spettacolari vie ferrate per arrampicarsi.

Il “volo dell’angelo”, tra Pietrapertosa e Castelmezzano – By Lorenzo Palazzo (Own work), via Wikimedia Creative Commons

3. Maratea, la Perla del Tirreno

Scogliere tuffate nell’azzurro, calette da sogno e rigogliosa vegetazione mediterranea circondano il borgo antico di Maratea. In alto, sul Monte San Biagio, svetta la monumentale statua del Cristo, simbolo della località. Per abbracciare il panorama dal mare ai boschi di montagna, nulla di meglio di una gita nella vicina Rivello.

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.jpg) La costa di Maratea – By Gian Luca Bucci (Own work), via Wikimedia Creative Commons

4. Craco: il paese fantasma

Circondato da calanchi e ulivi secolari, Craco è un paese deserto abbarbicato su un colle. Abbandonato negli anni Sessanta in seguito a una frana, ha un aspetto surreale e misterioso, che attrae i viaggiatori desiderosi di sensazioni, ma anche registi in cerca di set suggestivi, dal Neorealismo a Mel Gibson. Attraverso percorsi guidati è possibile esplorare in sicurezza le vecchie strade e conoscere tutti i segreti di queste affascinanti rovine.

.jpg) Le rovine di Craco Vecchia – By Wallora di Wikipedia in italiano , via Wikimedia Commons

5. Il Maggio: lo sposalizio degli alberi

Nella verdissima Accettura la primavera si festeggia con un rito dal fascino pagano. Tra buoi bianchi, bevute, danze al suono di organetti e zampogne, si sposano il Maggio e la Cima, provenienti dai due boschi del paese. Dopo i cortei nuziali nella foresta, i tronchi sono issati uno sull’altro in piazza, dove un’acrobatica scalata al palo della cuccagna terrà tutti con il fiato sospeso.

6. I paesaggi lunari dei calanchi

Dall’azione della pioggia sui terreni argillosi, uno scenario di rara atmosfera: quello dei calanchi, formazioni geologiche dai profili imprevedibili, il cui chiarore spicca contro il cielo azzurro. Da ammirare nei dintorni di Aliano, insieme alle memorie di Carlo Levi, o nella Riserva dei Calanchi di Montalbano. Per poi partire verso i grappoli di case bianchissime di Pisticci o gli orizzonti infiniti di Rotondella, il Balcone dello Ionio.

Pisticci, il Rione Dirupo – By Lorenzo Palazzo (Own work), via Wikimedia Creative Commons

7. Venosa, sulle orme di Orazio

La città natale di Orazio è un vero giacimento di storia, a cominciare dalla casa che la tradizione ha attribuito al poeta latino, oggi arredata con mobili e suppellettili d’epoca. Tra le testimonianze più preziose, l’area archeologica di età romana, con le terme ornate da un bel pavimento a mosaico, l’anfiteatro e la basilica. Ma meritano una visita anche la necropoli ebraica, il Castello Aragonese – sede del Museo Archeologico – e il Complesso della Santissima Trinità, con le tombe di illustri nobili normanni.

8. Il Vulture: acque, vigne e castelli

Intorno al Vulcano spento del Vulture sono tante le meraviglie da scoprire: dai giochi d’acqua delle Cascate di San Fele al colore dei Laghi di Monticchio, che vira dal verde brillante al blu plumbeo in base alle stagioni. Chi ama la storia non perderà i Castelli di Federico II a Melfi e a Lagopesole. Tappa irrinunciabile: vigne e cantine dell’Aglianico, il Barolo del Sud.

I colori del bosco in autunno riflessi nel Lago Piccolo a Monticchio – By Mngon (Opera propria), via Wikimedia Creative Commons

9. Il Carnevale: maschere e riti ancestrali

La potenza archetipica della natura è al centro dei riti del Carnevale. A Satriano di Lucania orsi e creature coperte di foglie scendono in paese dai boschi, mentre a Tricarico e ad Aliano i costumi variopinti dei Tori e delle Vacche danzano nell’aria mimando schermaglie amorose. Il suono di organetti e cupa cupa allieta la festa finale, a base di salumi di montagna. Ogni primavera Tricarico ospita il Raduno delle Maschere Antropologiche, con personaggi pittoreschi e ancestrali provenienti da tutta Europa.

10. Pollino e Volturino: i monti che si guardano

Due paradisi di natura e biodiversità, dove avventurarsi sulle orme del lupo, della lontra e del capriolo. Lo sguardo abbraccia boschi secolari e panorami mozzafiato, mentre tra le cime maestose volteggiano i grandi rapaci. Nel Parco Nazionale del Pollino sopravvivono gli ultimi esemplari italiani di Pino Loricato dell’Europa occidentale. Se il Volturino è perfetto per gli sport invernali, il Pollino offre bellissimi percorsi di rafting e canyoning.

Il Parco Nazionale del Pollino – By Vinc81 at Italian Wikipedia, via Wikimedia Creative Commons

11. Aliano, Parco letterario “Carlo Levi”

Il Parco è stato istituito in memoria dello scrittore torinese Carlo Levi, il quale trascorse in queste terre, in provincia di Matera, un lungo periodo di esilio nel corso degli anni Trenta del Novecento perchè sospettato di attività anti-fascista. Nel paese di Aliano oggi si può visitare l’abitazione nella quale visse Carlo Levi e accedere alla mostra permanente a lui dedicata e allestita presso l’ex-municipio. E proprio tra le abitazioni di Gagliano (come viene chiamato il paese imitando la pronuncia locale) lo scrittore ambientò il suo romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”.

12. L’Abbazia di Montescaglioso

Si deve ai benedettini la costruzione di questa antica abbazia che risale alla metà del XI secolo. Fu ricostruita nel ‘400 dopo un periodo di grande abbandono. Da visitare il chiostro orientale e la chiesa. Nei secoli sono state aggiunte nuove architetture tra cui uno splendido colonnato, diversi edifici e magnifici affreschi, opera di artisti locali.

13. Le Tavole Palatine di Bernalda Metaponto

Tavole Palatine: così si chiamano i resti dell’antico tempio dedicato a Hera, l’unico di cui si conservano le colonne del perimetro esterno. Fu eretto in stile dorico nel 530 a.C., aveva 12 colonne sul lato lungo e 6 sul lato corto. L’edificio testimonia l’importanza che il centro urbano di Metaponto rivestiva nell’antichità.

Metaponto - By Σπάρτακος - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28158411Metaponto – By Σπάρτακος – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28158411

14. Parco Paleolitico di Atella

Oltre 600mila anni fa, queste terre erano abitate. Ne sono testimonianza i resti rinvenuti nei pressi del cimitero di Atella. Frammenti ossei e una lunga zanna sono la prova che qui abitavano gruppi di homo erectus che vivevano per lo più della caccia utilizzando armi costruite con le pietre. Dai reperti è possibile ipotizzare che l’area fosse abitata da bisonti, elefanti e altri animali.

15. Avigliano, il Castello di Lagopesole

E’ l’ultimo dei castelli edificati in Italia da Federico II nel XIII secolo. Non ha pianta esagonale come molti edifici fatti erigere dall’imperatore svevo, ma svetta solitario su una collina. Era adibito, molto probabilmente, alla caccia. Pare che il Castello poggiasse su una precedente costruzione. Si dice che anche Carlo I D’Angiò vi soggiornò per un periodo. La costruzione è divisa in due grossi blocchi: uno intorno al cortile d’onore e l’altro con funzioni più specificatamente militari. E’ splendido quando è illuminato dalla luce del sole.

16. Castello di Melfi

Ha una lunga storia il Castello di Melfi: costruito dai Normanni, fu restaurato e ampliato dagli Svevi e poi dagli Angioini. Tra le sale del famoso castello, meta di numerosi visitatori, Federico II promulgò le Constitutiones Augustales del Regno di Sicilia.

17. Castello di Valsinni

In provincia di Matera, il Castello di Valsinni conserva un’atmosfera romantica. Fu eretto in epoca medievale. Sorge su un colle e pertanto si può ammirare da lontano, da più punti. L’attuale aspetto è il frutto degli ultimi interventi, in stile aragonese. Accolse tra le sue mura, la poetessa Isabella Morra di Valsinni vissuta nel Cinquecento.

Veduta del Castello di Valsinni - By Lucan 56 - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49040267Veduta del Castello di Valsinni – By Lucan 56 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49040267

18. I laghi di Monticchio a Rionero in Vulture

Hanno origine vulcanica il Lago Grande e il Lago Piccolo, divisi da un torrente e circondati da una florida vegetazione che fa da cornice. Boschi di pini, abeti, faggi e castagni popolano il panorama circostante. Da assaggiare l’acqua leggermente frizzante che sgorga dai ruscelli.

19. Le terme di Rapolla

Le proprietà benefiche delle acque di Rapolla furono scoperte all’inizio del Novecento. Sgorgano da tre sorgenti nella zona di Orto del Lago. I fanghi e le acque sono utilizzati per scopi terapeutici e preventivi.

20. Policoro, Riserva di Bosco Pantano

E’ un bellissimo bosco che si affaccia sul mare. Un tempo ricopriva una superficie molto vasta che tuttavia fu ridotta in seguito alla riforma agraria. Qui abita una flora e una fauna molto ricche. Non è difficile incontrare caprioli, martore e lontre.

Tramonto Foce Sinni, Riserva Naturale Orientata Bosco Pantano di Policoro- By Cosimo Daniele Serio - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62829415

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